Archivio per Febbraio 2007

Prodi:"Governeremo per cinque anni"

Febbraio 21, 2007

due turisti per caso….in giro per il mondo..

Il 23/4/2006 sul TGCOM

http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo306542.shtml

si leggeva

Prodi:”Governeremo per cinque anni”

In fondo le vicende del Professore suscitano umana partecipazione e compassione. O è il più grande ingenuo della storia di Italia o è uno che non ha la misura di quello che dice, poichè ancora una volta dopo il 1996 si impegna tanto, ma dopo lo disarcionano sul più bello.

Probabilmente farà un altro governo, ma con quale faccia si ripresenterà al Paese? Sarebbe più dignitoso uscire di scena e dedicarsi ad altro. E Massimo D’alema? Altro caso in cui un uomo si crede statista e poi non sa nemmeno contare i voti su cui fare affidamento prima di lasciarsi andare a temerarie affermazioni del tipo “o si ha la maggioranza o si va a casa”.

Questa volta l’ opposizione non ha attribuito alla maggioranza una ancora di salvataggio, per cui il governo ha vissuto la sua Caporetto sulla politica estera.

La classe politica italiana è ridicola nella propria inadeguatezza e non è capace di produre niente di positivo, solo parole inutili e prive di senso.

Ora è auspicabile un governo che faccia una legge elettorale che tagli le “ali” estreme e garantisca governi stabili, omogenei, seri e non coalizioni dove l’ unico colante è la poltrona e la prebenda..

Prodi , D’alema escono con le ossa rotte da questa giornata da tregenda. NOn sono nemmeno capaci di garantire una linea nella politica estera, mi dimando con quale autorevolezza si dovessero riproporre in futuro.

Radio & Blog …

Febbraio 20, 2007

Un originale connubio è quelloc he realizza www.vascoblog.com. Ho notato l’ educazione, il tatto e la discrezione. Valori che di questi tempi sono merce rara(come la vicenda umana del “pataccaro” testimonia).
Blog e radio ..incontro tra il mezzo di comunicazione di massa più antico e il nuovo mododi esprimersi, informare e tenere informato.
Tu navighi nei blog e intanto senti musica di qualità. Perfetto oserei dire!…
Il tutto fatto con eleganzAa e stile il che non guasta

Discariche

Febbraio 19, 2007

Anche il web ha le sue discariche che riflettono le “qualità” degli autori.
Il Pataccaro si bea nel sudiciume dei luoghi in cui consuma la sua inutile esistenza a rimirarsi i capelli che sono forse l’ unica cosa che riesce a produrre il suo capo vuoto come una zucca in avanzato stato di decomposizione
Il vero Publius ha detto “non nominare il nome di Dio invano”.
Cosa dirti , Pataccaro?…
ma fammi il piacere!!

Largo alla qualità

Febbraio 18, 2007

Le arance non saranno più indispensabili
per la produzione di aranciate.
Cosa si userà? La fantasia!!.
E’ normale in un mondo ove la logica è solo un inutile orpello leggere notizie come queste.

Ogni commento è superfluo. Ci aspetta sempre più un simulacro di mondo, una realtà virtuale in cui vivere alle condizione imposte da altri che , magari, per questo hanno intascato una congrua mazzetta. E’ il popolo? Colpevolemte si ingrassa e si lobotomizza al seguito della televisione di massa diventata ormai strumento di marketing per le imprese che investono nella pubblicità

Via libera alla vendita di “bibite spazzatura, colorate d’arancia senza contenere neanche l’ombra del succo di agrume naturale”. Lo denuncia la Coldiretti nel riferire la “spiacevole novità” prevista nel disegno di legge comunitaria 2007 che, con l’articolo 9, modifica la legge 286/1961 sulla ‘Disciplina delle bevande analcoliche vendute con denominazioni di fantasia’. “Di fatto – afferma la Coldiretti – con l’approvazione del provvedimento diventa possibile produrre e vendere bibite di fantasia con l’aroma e il colore delle arance, ma senza alcuna garanzia sulla reale loro presenza nella bottiglia”. Si tratta di un via libera a bibite che contengono sopratutto zucchero, aromi e coloranti invece della frutta vera, “con un inganno all’insaputa dei consumatori grandi e piccini”. Per l’ organizzazione, “si rischia così di favorire l’aumento dei casi di obesità nelle nuove generazioni anche in Italia dove la radicata cultura alimentare, fondata sulla dieta mediterranea, non ha ’salvato’ i giovani”. Lo confermano i dati sull’aumento dei casi di obesità o soprappeso, dovuti a una non corretta alimentazione, che riguardano il 36% dei ragazzi attorno ai dieci anni, il valore più alto tra i Paesi Europei, secondo una indagine Merrill Lynch. Ma la vendita di bibite che richiamano con aroma e colori alla frutta, senza però contenerla, oltre a ingannare i consumatori si traduce anche – continua la Coldiretti – in un grave danno economico per i produttori di agrumi, in quanto il colorante si sostituisce al succo naturale”. Si stima che per ogni punto percentuale di frutta in meno nelle bibite si registra una riduzione di circa 7 milioni di litri di succo destinato ai consumatori, pari a 235 mila quintali di prodotto.

Fonte:

Pataccari.

Febbraio 18, 2007

La notizia di questo film, mi offre lo spunto per qualche riflessione.

Questi sono stati tra i primi “pataccari” che i media hanno creato.

Nella mia regione esiste un “pataccaro” che continua a fare vedere il suo brutto muso, invece di andare a nascondersi. Devo riconoscere che il suo parruchhiere fa un bel lavoro, ma oltre non può fare perchè il cranio vuoto non lo puoi riempire.

Ieri l’ ennesimo flop.

Consiglio di pensare seriamente al suo futuro, studiando e lavorando.

Ad una altra ragazza che ho conosciuto e apprezzato consiglierei di dedicare il proprio tempo e la propria testimonianza ad iniziative più serie, poichè rischia di confondersi con i pataccari.

L’incredibile storia dei Milli Vanilli, i due artisti che negli anni ‘80 diventarono un caso per aver fatto successo con canzoni non loro, diventera’ un film.
A scrivere la sceneggiatura sarà Jeff Nathanson, già autore di ‘The Terminal’ e ‘Rush Hour 3‘; il film sui Milli Vanilli raccontera’ l’ascesa del duo e lo scandalo seguito alla scoperta che i due, in realtà, non erano in grado di cantare e che le canzoni portate al successo erano interpretate da altri artisti. Uno dei due componenti dei Milli Vanilli, Rob Pilatus, morì nel 1998 per un’overdose di droga. L’altro membro, Fabrice Morvan, ha abbandonato il mondo dello spettacolo. ‘Sono sempre stato affascinato — ha detto lo sceneggiatore — da queste storie incredibili dello star system. Loro hanno venduto oltre 11 milioni di dischi e poi sono diventati un fenomeno unico nella storia della musica quando si e’ scoperta la loro truffà. Il brano che li rese celebri si intitolava ‘Girl, you know it’s true’.

"Pasque di sangue": pubblicazione sospesa

Febbraio 15, 2007

Notizia
La decisione è data dello stesso autore, Ariel Toaff, giustificandola fondamentalmente con ragioni di opportunismo politico, perché il libro “avrebbe fomentato sentimenti anti-semiti”.

Le comunità ebraiche italiane ed internazionali, che in questi giorni hanno spinto ed insistito in ogni modo in questa direzione, sicuramente tireranno un sospiro di sollievo.

Il padre di Ariel Toaff, l’ex rabbino capo di Roma Elio, spiega oggi su La Repubblica che è impensabile che ebrei abbiano mai potuto utilizzare sangue umano per condire il pane azzimo, perché ciò è assolutamente vietato nella Torah, nell’Antico Testamento. E i seguaci di una “religione” (*) come quella giudaica, fondata sul più puro ed assoluto formalismo, non possono certo infrangere una regola esplicita come questa.
E per questo motivo, bene ha fatto suo figlio a ravvedersi e a fermare la pubblicazione della sua opera.

Ariel Toaff, di cui comunque nessuno mette in dubbio la chiara fama di illustre studioso, aveva lavorato 7 (sette!) anni per scrivere questo saggio, in cui invece non escludeva l’ipotesi che alcuni ebrei ashkenaziti (di origine germanica) avessero compiuto macabri rituali con fanciulli cristiani.
Giustificando in questo modo, ad esempio, la secolare adorazione cristiana per San Simonino di Trento, interrotta ufficialmente dal Vaticano negli anni Sessanta.

Riflessione
Credo di non commettere peccato affermando che, da più di due millenni, gli ebrei hanno vergogna, paura, quasi spavento della verità, di ogni forma di verità. E per questo motivo tendono sempre a manipolarla e a nasconderla, a se stessi e agli altri.
Questo giudizio già duro si rafforza quando applicato ai capi ebraici, e nello stesso tempo non rappresenta però una regola da applicare necessariamente ad ogni singolo ebreo, che come ogni persona è libero di scegliere la propria vita.
E’ infine scontato aggiungere che comunque condanno e condannerei ogni persecuzione fisica e morale verso gli ebrei, come verso qualsiasi altra popolazione.

Non commetto peccato cristiano esprimendo un fermo anti-giudaismo, mentre quasi certamente offendo la “religione” formale che oggi tutta l’umanità è tenuta quantomeno ad omaggiare esteriormente, commettendo quindi il “peccato” formale dell’antisemitismo (notare anche qui la sottile manipolazione della verità: da anti-giudaico sarei fatto passare per anti-semita).
E per questo peccato, magari aggravato dal fatto di “infettare” molte altre persone, non escludo di venire prima o poi giudicato e condannato dal (o per conto del) “messia” di questa “religione” globale ed immanentista: il popolo ebraico, il “messia collettivo”.

(*) Le virgolette alla parola religione sono una mia libertà intellettuale (cioè l’espressione del mio convincimento che il giudaismo NON sia una religione, ma piuttosto una superstizione), libertà che però non ha nulla a che fare con la notizia, che infatti cerco di esporre solo coi fatti, evitando giudizi personali.

Torino teme di non essere più "capitale" (e di non godere più della sua posizione parassitaria)

Febbraio 14, 2007

Nel 2011 si celebrerà il 150esimo anniversario della fondazione del nostro entusiasmante Paese. E Torino non aspetta altro, a quanto pare… Chissà come mai? Forse per incrollabile spirito patriottico?

Torino ha senz’altro guadagnato molto dall’unificazione dell’Italia, questi ultimi 150 anni le hanno fatto proprio comodo: da piccolo capoluogo di una regione di montagna, d’influenza culturale francese e storicamente di secondo o terzo rilievo rispetto ad altre regioni italiane, a vera CAPITALE. Con tutte le piacevoli e lucrose conseguenze che questa posizione comporta.

Dunque Torino ci ha guadagnato, e con Torino anche qualche altra città “risorgimentale”, vincitrice della guerra di annessione, che si è ridata nuovo smalto e si è ripresa dal declino e/o è uscita dalla marginalità.
E il resto d’Italia? E i “vinti” del Sud, che da grande, antica e rispettata Nazione europea, ben avviata sulla strada del progresso economico, che si sono ritrovati d’un colpo ad essere una colonia, per di più fetente, e che d’allora non si sono più ripresi?

“Che irriconoscenti sti terun: con tutto l’affetto che hanno ricevuto dai fratelli d’Italia, ancora si lamentano… El g’ha proprio ragione el Bossi!” (Perdonatemi: l’imitazione mi è venuta in dialetto lombardo invece che piemontese)

Cari torinesi, abbiate pazienza e fingete d’essere magnanimi per questa volta: se i nostri scaltri politici romani distribuiranno a pioggia i finanziamenti che giustamente spetterebbero solo alla vostra bella città, lo fanno anche per il vostro bene, perché senza periodiche ed abbondanti dosi di squallida retorica risorgimentale spruzzate su tutto lo stivale, lo Stato italiano (fondato su quella retorica, è convinto che) rimarrebbero solo il calcio, Mike Bongiorno e poco altro per difendere la propria “unità”.
E senza unità filo-risorgimentale, si esauriscono le rendite parassitarie, e Torino rischierebbe di tornare ad essere quella che era prima del 1860, se non comincia a fare davvero qualcosa di utile per la Nazione italiana prima che per se stessa…

(da www.lastampa.it del 13.2.2007)
Tante “capitali” per le celebrazioni (e i finanziamenti)

2011: Torino, ma non solo. Le celebrazioni per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia, si sa, riguarderanno anche Roma e Firenze. Quel che non si sapeva è che il Governo vuole coinvolgere almeno altre dieci città. Il nuovo orizzonte è stato prefigurato ieri da Andrea Marcucci, sottosegretario per i Beni e le Attività culturali, a Torino per presentare con Giuliano Soria la sede romana dell’Antenna Culturale Europea: «Mi piacerebbe coinvolgere le capitali pre-unitarie, anche se minori. Comprese quelle della Padania». Musica per le orecchie dell’eurodeputato leghista Mario Borghezio che però, essendo seduto qualche fila più in là, non ha potuto applaudire il proposito.

«Parliamo di un altro livello di iniziative rispetto a quelle organizzate a Torino – s’è affrettato a precisare Marcucci, ribadendo la centralità della città anche sotto il profilo economico -. Ma in quell’occasione servirà un network per promuovere la cultura sul territorio nazionale. Penso a un sistema integrato di poli culturali che rispondano alla stessa logica».

Restano i complimenti a Torino. Non solo la città sta rispettando i tempi, ha commentato il sottosegretario dopo aver ricevuto dal vicesindaco Tom Dealessandri il pre-elenco delle zone candidate ad ospitare le manifestazioni, ma «lavora bene»: «Il Governo apprezza come si muove. La falsariga delle celebrazioni deve essere la creazione di infrastrutture culturali che rimarranno in dote al territorio».

Il dossier di Torino è atteso a Roma per la fine del mese. La legge per le celebrazioni è data per certa entro fine anno. Allora ne sapremo di più. Certo è che allargare il tiro alle capitali pre-unitarie significa riesumare dagli archivi la carta geopolitica dell’Italia dopo il Congresso di Vienna ripercorrendo un viaggio impegnativo. Fatte salve Torino, Firenze e Roma, partendo da Nord si incontra il Regno del Lombardo-Veneto con Milano, e magari pure Venezia. Seguono il Ducato di Parma e Piacenza e quello di Modena e Reggio. Per tacere di Lucca. A sud il Regno delle Due Sicilie con Napoli (e Palermo, per carità!). Cagliari, dove è già sorto un comitato per il 2011, rivendica già la sua parte non foss’altro che per aver ospitato Carlo Emanuele IV dopo l’abdicazione imposta dai francesi. E come disconoscere un ruolo a Genova, patria di Mazzini, o a Brescia «Leonessa d’Italia» per il coraggio mostrato durante l’insurrezione del 1849?

Insomma: c’è gloria per tutti. Il rischio è che dalla gloria si passi ai finanziamenti a pioggia: che in ultima analisi si risolverebbero, c’è da scommetterci, in un impoverimento del progetto torinese.

BICENTENARIO NASCITA GARIBALDI: PRONTI A BOICOTTARE ATTIVAMENTE OGNI CELEBRAZIONE

Febbraio 12, 2007

da www.neoborbonici.it

Ricorre quest’anno il bicentenario della nascita del criminale Giuseppe Garibaldi e lo stato italiano ha ben pensato di investire i nostri soldi programmando una serie di pubbliche iniziative per riproporre il sistema menzognero della retorica risorgimentale. Il Movimento Neoborbonico è naturalmente in azione per la difesa della verità storica e della dignità del Sud. Il 24 c.m. si insedierà un Comitato Antigaribaldi nell’ambito della presentazione di un testo del presidente Gennaro De Crescenzo sul nizzardo. Per far crollare l’apparato risorgimentale che opprime da 146 anni il Meridione d’Italia è necessario minare le sue colonne portanti come i falsi miti di personaggi tipo Garibaldi. Invitiamo coloro che ci seguono a segnalare ogni iniziativa, dal più piccolo paese alle grandi città, prevista per celebrazioni garibaldine in modo che sia possibile intervenire tempestivamente per far sentire la nostra voce di documentato dissenso.
Ogni neoborbonico ed ogni simpatizzante deve diventare una vigile e scaltra sentinella per dare filo da torcere a questi bambini cresciuti (come sono gli intellettuali che si ostinano a raccontare balle per incensare Garibaldi nel ricordo di fiabe sentite da piccini) che si illudono di utilizzare tranquillamente le pubbliche risorse per le preventivate celebrazioni.

Il sistema di bugie che ci opprime da 146 anni, inventate e salvaguardate dai governi italiani monarchico-sabaudi e repubblicani, deve essere distrutto. La riverniciatura che si vuole dare al risorgimento riuscirà totalmente irrealizzabile per il marcio che emerge continuamente man mano che avanzano le ricerche storiografiche non conformiste. Ogni passo fatto per riproporre le fandonie garibaldine deve essere seguito da un’immediata risposta di contestazione, come è recentemente avvenuto con la fiction di Rai 1. (a cura di Vincenzo Gulì)

Il libro di De Crescenzo è un colpo sparato contro la colonna portante garibaldina e sarà presentato secondo il seguente programma:

sabato 24 febbraio 2007
ore 18.30 Hotel Majestic
(largo Vasto a Chia, Napoli)
presentazione del libro, alla presenza dell’autore,
CONTRO GARIBALDI
APPUNTI PER DEMOLIRE IL MITO DI UN NEMICO DEL SUD

di Gennaro De Crescenzo
Editoriale Il Giglio
presentazione di:
dott. Lorenzo Del Boca
storico, presidente nazionale ordine giornalisti
prof. Vincenzo Gulì
storico, vicepresidente Movimento Neoborbonico
dott. Marina Carrese
editoriale il Giglio

Resoconto delle Giornate della Memoria delle Due Sicilie

Febbraio 12, 2007

domenica 11 febbraio 2007

Omaggio all’ultima sovrana delle due Sicilie
Maria Sofia, l’orgoglio della regina guerriera
di ANTONIO ANGELI

A DICIANNOVE anni era già un’eroina, coraggiosa, ma senza mai peccare di femminilità: a lei, Maria Sofia di Borbone, ultima regina delle Due Sicilie, è dedicato il «XV Convegno Tradizionalista della Fedelissima Città di Gaeta». L’evento storico-spettacolare è in corso in questo fine settimana, il più prossimo alla ricorrenza del 13 febbraio, giorno finale dell’assedio di Gaeta che, nel 1861, segnò la fine del glorioso e centenario Regno di Napoli e la nascita dell’Italia unita. «Maria Sofia è stata una vera eroina – commenta Sevi Scafetta, uno dei principali organizzatori della manifestazione – lei, sorella della principessa Sissi, è stata in prima linea in quei giorni, sulle mura, a fianco del marito Francesco II e dei suoi soldati». Una figura storica, quella di Maria Sofia di Borbone, che ancora oggi accende moltissimo interesse. «Parlare di quegli anni e del Regno delle due Sicilie – aggiunge l’avvocato Scafetta – è un modo per superare la Shoah culturale che vede il Sud relegato, da anni, a un ruolo di secondo piano che, ormai tutti gli storici lo riconoscono, deve essere riconsiderato». Le migliaia di persone, arrivate da tutta Italia, riunite a Gaeta da venerdì fino a tutta la giornata di oggi, intendono ricordare quel Regno che fu faro di cultura, non con nostalgia, ma certamente con orgoglio. L’orgoglio di una terra che per anni è stata al centro dell’Europa e del Mondo e che, oggi, torna a riappropiarsi dei suoi primati. L’evento, arricchito da dibattiti, ricostruzioni in costume e convegni, è promosso dal Comune di Gaeta, dalla Camera di Commercio di Latina con il presidente Vincenzo Zottola, e dalla Regione Lazio. Tra i promotori anche la rivista storica «L’Alfiere», diretta da Edoardo Vitale. In questa «tre giorni» dedicata al ricordo dell’assedio di Gaeta del 1860-1861 l’appuntamento centrale è stato certamente quello di ieri mattina, intitolato «La vita quotidiana ai tempi dell’assedio di Gaeta, quando la regina Maria Sofia incitava i soldati, assisteva i feriti e condivideva i sacrifici del popolo», un percorso rievocativo di sapori, colori, musiche e tradizioni del popolo gaetano, con corteo storico e sfilata in costumi militari e civili. La manifestazione, attivando la collaborazione delle Camere di Commercio meridionali, vuole essere un decisivo contributo al rilancio economico e culturale dell’area di Gaeta e di tutto il Sud e, con questi intenti e nel nome di gusto e tradizione, dà appuntamento al prossimo anno.

Presidente, quando cadrà il velo della "cieca ideologia" anche da questo?

Febbraio 10, 2007

La guerra civile (per non dire colonialista) tra esercito sabaudo e gruppi di “briganti” formati in ogni angolo del Sud da soldati fedeli al proprio legittimo Re, da tanta gente comune patriota e disperata e da lealisti accorsi da tutta Europa per porre riparo alla situazione di incredibile ingiustizia che si stava perpetrando nella penisola italiana, è ancora completamente avvolta da 146 anni di aberrante censura di Stato.


Se oggi le foibe meritano giustamente memoria storica dopo ben sei decenni di ideologico oblio, perché non ricordare allora le centinaia di migliaia di morti, paesi devastati e cancellati dalla carta geografica, teorie “scientifiche” sull’innata criminalità di una razza umana (teorie che affondavano le radici nello schiavismo di stampo anglosassone, e che poi ebbero seguiti devastanti, fino alle persecuzioni contro gli ebrei della Seconda Guerra Mondiale, e che sono tutt’altro che debellate dalla faccia della terra. Nella foto a fianco, il monumento a Verona in onore dello “scienziato” Cesare Lombroso con una mano sul teschio di un “brigante”, materiale per i suoi diabolici studi. La vergognosa ed offensiva epigrafe recita: «A CESARE LOMBROSO CHE GETTANDO LO SCANDAGLIO SCIENTIFICO SUL FLAGELLO DELLA PELLAGRA E NEGLI ABISSI DI OGNI MISERIA MORALE IRRADIÒ DI VERITÀ L’UMANA GIUSTIZIA»), stupri, furti e successive emigrazioni di massa.

Signor Presidente, quando verrà ad inchinarsi a nome di tutti gli italiani di fronte ad un monumento in memoria degli eroici caduti delle Due Sicilie?
“Briganti” già giustiziati ed esibiti per la foto da un manipolo di soldati piemontesi
“Briganti” lucani esibiti in catene
Esibizione del cadavere del “brigante” Giuseppe Leone
La bella e audace “brigantessa” Michelina De Cesare, prima e dopo la cura
Un aguzzino piemontese mostra il cadavere di Nicola Napolitano
Cadavere del “capobrigante” Papa legato ad una scala

Cadaveri di Vincenzo Palmieri e dei suoi compagni