Archivio per Giugno 2007

La condanna dei piemontesi

Giugno 30, 2007

Sul sito ufficiale della fortezza di Fenestrelle, che fino a qualche tempo fa non faceva alcun accenno all’utilizzo della fortificazione come campo di concentramento per i soldati napolitani e siciliani fedeli al loro Regno e non disponibili a ricambiare l’abbraccio (mortale) dei “fratelli d’italia”, ora si può trovare un documento pdf, scritto in inglese dal titolo: “The fortress of Fenestrelle in detail”.

Questo documento consta di qualche decina di pagine, in cui si apprende della lunga storia di questa fortezza, oggi restaurata e utilizzata con profitto come attrazione turistica della ricca regione Piemonte, e in cui impariamo fra l’altro che tra gli “ospiti coatti” di Fenestrelle ci fu pure un cardinale, durante il periodo napoleonico tra il 1809 e il 1813.

Ebbene, la “formalità” della notizia sull’utilizzo di Fenestrelle tra il 1860 e il 1870 viene ora espletata agilmente in una mezza paginetta scarsa.
Si dice: “qualcuno afferma, ma senza prove, che i soldati imprigionati furono più di 10′000, in conseguenza dell’invasione piemontese del Regno delle Due Sicilie”.
Si aggiunge poi che “ancora oggi, ogni anno alcune associazioni napoletane e siciliane vengono qui a commemorare i loro morti”.

Proprio così: “their dead”.

Domani mattina, un gruppetto di “napolitani e siciliani” di cui farò parte, andrà infatti a commemorare “i suoi morti”.
Tale commemorazione non infastidirà la gestione di questa risorsa turistica, che anzi sarà lieta di avere anche i nostri contanti per l’ingresso.

Non saranno infastiditi che commemoriamo “i nostri morti”, i quali per quasi un secolo e mezzo sono stati insultati e poi dimenticati da ogni scuola ed istituzione del nostro originale e bizzarro Paese.

Temo solo una cosa però: che questo freddo pragmatismo nel “tollerare il nostro turismo”, costituirà la condanna del Piemonte e dei piemontesi* di fronte alla Storia.

*: esclusi ovviamente Carlo Alianello, Lorenzo Del Boca e pochi altri.

PATTO TRA "IO NON CI STO" E "ALLEANZA FEDERALISTA"

Giugno 30, 2007

Il mio impegno politico , inteso come appartentenza a gruppi organizzati, è stato pressochè inesistente nella mia vita. Dopo gli eventi di questi ultimi anni mi sarebbe piaciuto fare parte di realtà nelle quali lavorare e essere tenuto in considerazione nella stesura e determinazione delle strategie finali.
Attualmente sarei tesserato della Margherita, residui di una esperienza finita tragicamente il 16 Ottobre 2005, ma è questo un partito dalla inesistente vita associativa, nel quale tutto è deciso da pochi nelle loro stanze e poi la massa è chiamata a ratificare in assisi che sono solo recite il cui soggetto è stato scritto in altre locations e da altre menti.
Recentemente per il giornale “Calabria Ora” ho seguito la conferenza stampa con la quale il movimento “Io non ci sto” ha aderito ad “Alleanza Federalista”.
In quella occasione ho conosciuto Giacomo Chiappori segretario federale di “Alleanza Federalista”, il quale mi ha colpito positivamente per l’ atteggiamento, la semplicità e gli argomenti. Abituato ai politici calabresi “distinti” e “distanti” dalla plebe con il loro atteggiamento da depositari della “Veriità”, vedere un uomo politico alla mano , diretto, sorridente, a cui puoi parlare a lungo, anche se è la prima volta che lo incontri( mentre in Calabria devi prima passare per i lacchè oppure elemosinare granelli di tempo con preghiere e tantissima anticamera) mi ha colpito e fatto venire la voglia di approfondire.
ARTICOLO APPARSO SU “CALABRIA ORA”
del 16/06/2007

Il movimento di opinione “Io non ci sto”, che alla sua prima apparizione nelle elezioni comunali di Reggio Calabria ha registrato un lusinghiero 2.99% dei consensi, eleggendo un suo esponente nel consiglio comunale, ha stretto una alleanza politico programmatica con il movimento “Alleanza Federalista” di Giacomo Chiappori. L’ annuncio in una conferenza stampa nella sede cittadina di “Io non ci sto”.
“Il successo di “Io non ci sto”- ha affermato Giuseppe Schirinzi segretario regionale per la Calabria di “Alleanza Federalista”, già portavoce nazionale di “Io non ci sto”, -“ ha dimostrato l’ esistenza di migliaia di persone libere a Reggio Calabria , le quali hanno votato un progetto,che vuole la politica al servizio della gente, e non mezzo per acquisire potere. I due movimenti sono accomunati dal rifiuto della politica attuale attenta solo ai privilegi e alle prebende e propugnano una azione che miri a fare gli interessi del popolo attraverso l’ attuazione del federalismo, inteso quale organizzazione dello Stato volta a favorire le potenzialità di ciascuna popolazione nel proprio territorio”
“Lo Stato nella sua organizzazione attuale non ha futuro”- ha affermato il segretario federale di “Alleanza federalista” Giacomo Chiappori “-, ed è necessaria un suo ripensamento partendo da cinque principi fondamentali:valori, tradizioni, cultura, ideali, e ambiente. Occorre una struttura federale che sintetizzi le peculiarità di ciascun territorio esaltandone le singole potenzialità . In particolare è scandaloso che Reggio Calabria non sia un rinomato centro turistico nonostante abbia tutti gli ingredienti per esserlo. Un federalismo che lasci nel territorio gran parte del gettito fiscale e consenta alle popolazioni di avere un diretto controllo dell’attività di governo è la via per liberare le energie schacciate dalla mastodontica organizzazione dello stato attuale, la quale distribuisce le risorse attraverso meccanismi inefficienti, che favoriscono i fenomeni di corruzione.
FORTUNATO VADALA’
DAREMO AL CENTRO SUD UNA ALTERNATIVA FEDERALISTA
Daremo al Centro sud un’alternativa federalista
Intervista di Gino Rosso de “il Meridiano” al Segretario Federale Giacomo Chiappori
Roma
Alleanza Federalista è nata perché «riteniamo ci siano tante persone libere nel centro e nel sud del Paese che vogliono dire la loro e non continuare ad abbassare la testa di fronte all’arroganza di una classe dirigente veramente sospetta». Sono giovani e non, uomini e donne produttive, tutti sopravvissuti ad un condizionamento forzato, «opera di cinquanta anni di politica centralista dello Stato. Alleanza federalista è un movimento si propone di dare dignità a questa gente, operando con loro, tra loro e per loro». Questo è il pensiero di Giacomo Chiappori, già parlamentare della Lega Nord e segretario federale del nuovo movimento federalista.

Quali sono gli obiettivi di Alleanza federalista?

«Se mi passa il termine, posso dire che nasce per un’esigenza di mercato che va incontro alle tante persone che, pur avendoli in precedenza votati, manifestano avversione per il centrosinistra e delusione per il centrodestra. In pratica, Alleanza federalista intende occupare un posto “vacante” nel centro sud del Paese resosi purtroppo conto che chiunque sia a governare non porta nulla di buono sul fronte delle riforme. Il mio movimento vuole offrire un’alternativa federalista, sul modello tedesco ma con alcune modifiche strutturali, perché riteniamo possa essere l’unico viatico in grado di risolvere i problemi dell’Italia».
Il vostro movimento può dirsi un’estensione meridionale della Lega Nord?
«Prima di tutto, vorrei dire che il mio movimento si fonda su cinque punti: identità, cultura, tradizione, ambiente e terra, quest’ultima intesa nel concetto di essere “proprietari” a casa nostra, seguendo la linea sostenuta da Sturzo, Cattaneo e Salvemini, chiaramente non razzista ma di appartenenza territoriale. La Lega Nord è altrettanto sostenitrice di questi cinque punti e noi, pur non essendo un’estensione del Carroccio – cosa che ci farebbe apparire come uno strumento della stessa Lega per prendere voti al sud – allo stesso tempo ci proponiamo come una vera e propria Lega del centro sud, che ha l’intenzione restituire la capacità di dialettica ed azione politica a questa parte del Paese. La Lega nord rappresenta il Nord, perché ha un modo esclusivo e particolare di rapportarsi con quella parte d’Italia. Il sud richiede altri meccanismi, altro modo di fare politica e, per questo, credo che essere vicini alla Lega ma, al tempo stesso, essere un movimento del tutto autonomo, sia di grande aiuto per interpretare le esigenze delle regioni del Sud».
Attualmente, in quali regioni è presente Alleanza federalista?
«Siamo presenti in tutte le dieci regioni del Sud, includendo anche la Toscana, dove abbiamo un gruppo in consiglio regionale composto da due rappresentanti. Siamo particolarmente forti nel Lazio, dove contiamo oltre 1.500 iscritti, in Campania ed in Sardegna. Non siamo particolarmente presenti in Abruzzo e Lucania ma stiamo lavorando perché anche in queste regioni ci sia una buona rappresentanza. Tuttavia, complessivamente sono dati incoraggianti, perché Alleanza federalista, benché nata nel 2003, ha avuto un lungo periodo di stasi e soltanto da otto mesi ha ricominciato costantemente l’attività. Ed il successo che stiamo riscuotendo credo sia dovuto anche al fatto che noi parliamo alla gente con semplicità, argomentando le nostre proposte ed il nostro programma non pensando che ci debbano capire solo gli intellettuali ed i filosofi, che ci capiscono ma che spesso fanno finta di non capirci. Noi principalmente ci rivolgiamo alla gente comune, pensionati, lavoratori, casalinghe e giovani che, quando vogliono farci un complimento, per altro ben accetto, ci dicono che “parliamo come mangiamo”».
Intendete presentare una vostra lista per le elezioni amministrative di Roma o alle Europee del 2009?
«Noi abbiamo diversi obiettivi elettorali. Oltre i due citati da lei, vogliamo essere presenti anche alle elezioni per il rinnovo della provincia di Roma. Questi però sono già dei traguardi. Prima, il nostro compito è quello di formare una classe dirigente adeguata alle aspettative di quanti vorranno condividere il nostro percorso politico. A novembre, Roma ospiterà il nostro congresso costituente, dopo di che, saranno celebrati congressi regionali per eleggere i dirigenti locali. Successivamente, lavoreremo per scegliere i candidati per le amministrative da proporre agli altri partiti, perché è buona regola, quando ci si siede ad un tavolo di concertazione, proporre persone capaci e degne del ruolo preposto».
Gino Rosso

MAGNA GRECIA TEATRO: 4 EVENTI A CROTONE

Giugno 28, 2007

Partirà nella seconda settimana di luglio la nuova rassegna “Magna Grecia teatro”, promossa dall’assessore regionale alla Cultura, Sandro Principe, che tanto successo di pubblico e di critica ha ottenuto nelle scorse edizioni.
Uno spazio importante della rassegna è stato destinato ai quattro spettacoli di assoluto livello, che si svolgeranno nel Parco archeologico di Capocolonna, in uno dei luoghi più suggestivi della Calabria, il promontorio Lacinio a pochi passi dalla colonna del tempio di Hera,
I quattro eventi culturali sono realizzati in collaborazione tra l’Ufficio di Presidenza e l’assessorato provinciale alla Cultura.
La rassegna partirà il 17 luglio con la Compagnia Enzo Moscato che porterà in scena “Disturbing a tragedy” (schizzo baccanti, ovvero: Psicopatologia degli spettri euripidei, in margine al vivere moderno); si tratta di un primo studio, con la regia di Enzo Moscato.
Il 24 luglio, toccherà al Teatro Stabile della Calabria proporre “Egumteatro che tragedia!”, per la regia di Annalisa Bianco e Virginio Liberti; lo spettacolo è in prima nazionale.
Il 6 agosto sarà la volta del Teatro Corsaro, Compagnia giardino chiuso “Le Troiane”, con “Il silenzio del pianto”, per la regia di Tuccio Guicciardini; anche questo evento, sarà in prima nazionale.
La quarta tappa, invece, sarà affidata ad uno dei mostri sacri del teatro italiano, Paola Quattrini, che presenterà “Tesmoforiazuse” (“Festa delle donne”), una commedia di Aristofane che avrà la regia di Beppe Arena.
Un programma davvero interessante, dunque, con ben due prime nazionali, che rende a Crotone la sua centralità nel panorama culturale regionale, frutto anche dell’azione dell’Amministrazione provinciale e della sua politica volta a realizzare grandi eventi culturali, finalizzati alla promozione di siti particolarmente significativi, come, appunto, il Parco di Capacolonna e alla promozione dell’immagine del territorio oltre i meri co! nfini locali.
Inoltre fuori rassegna, l’1 agosto, in anteprima nazionale, verrà proposto dal Conservatorio musicale Cosenza – Crotone “I canti delle pietre” – Pitagora in versi aurei, monologo per orchestra e voci recitanti di Vincenzo Palermo.
Quattro eventi più uno, dunque che si vanno ad aggiungere all’offerta estiva di spettacoli che si sta delineando. Ricordiamo infatti che il 16 luglio, sarà Lucio Dalla a offrire la sua maestria musicale, accompagnato da una grande orchestra sinfonica, la Tchaikovsky Philarmonic orchestra, nello stesso sito archeologico; l’evento sarà organizzato dalla Fondazione “Odyssea”.

Quei briganti dei pendolari

Giugno 28, 2007

Un commento veloce a Paragone, vicedirettore di Libero: VERGÒGNATI PER IL TUO ARTICOLO IGNOBILE!

I nuovi Briganti invadono la stazione ferroviaria di Roma Tiburtina. Zotici, incivili, primitivi, teppisti, lestofanti, truffatori, ignoranti, questi alcuni epiteti utilizzati nei confronti dei Lavoratori che hanno occupato in segno di protesta la stazione ferroviaria di Roma Tiburtina il 25 giugno scorso. Non occorreva essere delle Sibille o delle Cassandre per prevedere il disagio di quanti settimanalmente sono costretti a viaggiare su e giù per lo stivale unicamente per motivi di lavoro.
Nello scorso numero de “Il Nuovo Sud” abbiamo ampiamente denunciato quanto purtroppo poi puntualmente accaduto. Le promesse di soppressione treni sono sciaguratamente diventate realtà. I disagi dei viaggiatori, infatti, sono stati accentuati dalla politica di risparmio operata sui treni notturni a lunga percorrenza. In questi giorni abbiamo sentito commenti e denunce provenire da ogni dove ed abbiamo ascoltato in proposito le più spettacolari giustificazioni dai nostri politici nazionali, dagli amministratori locali e dai dirigenti ferroviari.
Nessuno di questi ha compreso che i viaggiatori artefici del blocco ferroviario sono e restano in primis dei lavoratori, persone che hanno deciso a costo di sacrifici enormi di LAVORARE per continuare ad essere delle persone ONESTE. I media nazionali sono sempre pronti ad enfatizzare un agguato di camorra o la spazzatura che si accumula per le strade, purtroppo non sono disposti a scrivere di chi ha lasciato le periferie napoletane per prestare la propria opera nelle aziende dell’Italia settentrionale e non sono disposti a scrivere che queste persone non potendosi permettere di vivere in quelle città con le rispettive famiglie, per l’eccessivo costo della vita, sono costrette ad effettuare settimanalmente un indegno viaggio in treno.
Carmine Posillipo
Movimento Neoborbonico

ANGELA NAPOLI & CASO CALABRIA

Giugno 27, 2007


Angela Napoli.
A mio giudizio un esponente politico calabrese che non dice mai cose banali.

da http://www.telereggiocalabria.it/

”Non ritengo che ieri la Direzione nazionale antimafia sia stata d’ aiuto per l’ indagine sulla ‘ndrangheta e la Calabria, attualmente oggetto da parte della Commissione parlamentare antimafia”. E’ quanto afferma il deputato Angela Napoli, di An, componente della Commissione parlamentare antimafia. ”Ho, infatti, trovato personalmente deludente – prosegue Napoli – l’ intervento del Procuratore nazionale Pietro Grasso in risposta alle domande che i diversi componenti della Commissione gli avevano indirizzato nella seduta del 19 giugno 2007. Nessuna risposta a richiesta di segretazione, a dimostrazione che tutto quanto affermato dal Procuratore nazionale era gia’ a conoscenza dei vari commissari. E se e’ vero che buona parte dell’ intervento del Procuratore e’ stato incentrato sul delitto Fortugno, e’ altrettanto vero che, personalmente, ho trovato scoraggiante l’ invito rivolto alla Commissione parlamentare antimafia per ‘far qualcosa in piu’ rispetto all’autorita’ giudiziaria’ sulle indagini del terzo livello del delitto Fortugno”. ”Il procuratore Grasso, certamente tutt’ altro che persona sprovveduta, – sottolinea ancora Napoli – sa benissimo che se nessuno dei politici convocati dalla Dda di Reggio nell’ ambito delle indagini sul delitto Fortugno, sono riusciti ad essere d’ aiuto, non potra’ certamente scoprire la verita’ una Commissione parlamentare antimafia che ha tra i suoi componenti anche i rappresentanti di quei partiti calabresi che, sul delitto Fortugno, hanno preferito fare ‘fortune politiche’ piuttosto che aiutare le relative indagini. Ho l’ impressione di essere stata facile Cassandra nel momento in cui ho dichiarato che non avremmo mai avuto la verita’ su movente e mandanti dell’ omicidio Fortugno”.

SOCIAL NETWORK PER LA CALABRIA?

Giugno 26, 2007

Sto notando che tante persone sono state colpite in prima persona da coloro i quali sono definiti “Gentaglia” dal presidente della Confindustria Calabria Pippo Callipo.

I soldi che l’Unione Europea ha messo a disposizione per lo sviluppo della Calabria e, quindi, per il futuro della sua popolazione sono stati razziati da chi doveva metterli a frutto.

Basta por mente al fatto che in ogni latitudine della Calabria, le abitazioni di chi è cresciuto a “pane e politica” sono delle mini-regge del valore di milioni di euro, mentre tutto attorno ad esse non c’è la presenza di uno straccio di insediamento produttivo che giustifichi la loro sussistenza.

Personalmente ho dovuto reinventare la mia vita lavorativa per colpa di questa situazione e crearmi una mia professione, perchè se uno pensa di trovare in Calabria un posto contando solo sulle sue forze e competenze è solo un povero illuso che rischia di morire povero e pazzo.

Allora mi è venuto in mente un pensiero “sarebbe utile prima, e fattibile, poi creare un social network che raggruppi i Calabresi operosi e vogliosi di fare e che non hanno famiglie o comparati politici?..

all’inizio solo come luogo di discussione e confronto, poi per qualsiasi altro sviluppo futuro…ammesso che questo si debba avere

se la politica la fanno i mediocri perchè i migliori (tra cui non mi annovero certo io) non pensano di organizzarsi per entrare nei gangli del potere e riavviare la macchina?..

è solo Utopia la mia?…

oppure qualcosa a cui lavorare sul serio?…

gli strumenti non mancano, meno che mai le intelligenze ..e allora?….continuerà il lamento infinito?

TORNA LA VOGLIA DI CULTURA

Giugno 25, 2007

Finalmente delle buone notizie provenienti da indagini sui modi di trascorrere il tempo libero dei miei connazionali. Era ora!E’ da anni che auspico un ritorno ai valori e ai contenuti, non capacitandomi di come le persone si riducano ad uno stato animalesco facendosi manovrare come marionette da una televisione generalista che ha raggiunto i livelli di un immondezzaio della peggiore specie-

da repubblica.it

Il teatro supera lo sport, i giovani vanno alle mostre più che ai concerti rock, le grandi città sono quelle che investono maggiormente ma che potrebbero subire la più pesante battuta d’arresto. Appare piena di sorprese e paradossi, la situazione della cultura in Italia fotografata dal quarto rapporto Federculture.

I dati analizzati, quelli che riguardano il 2006, restituiscono l’immagine di un Paese ricco di stimoli culturali che tuttavia fatica a sostenere gli investimenti e a gestirli. Per questo motivo, il trend che sta prendendo piede è quello delle sovvenzioni private e delle esternalizzazioni.

Spesa. Tante sorprese, dunque, arrivano dal rapporto. La prima, quella più concreta nel portafoglio degli italiani, riguarda la crescita della spesa per lo spettacolo: nel primo semestre del 2006, mentre i consumi in generale aumentavano dell’1,4 per cento, la voce cultura del bilancio familiare faceva un balzo avanti del 6,5 per cento.

Da capogiro i risultati del teatro: 14,5 per cento di presenze in più, addirittura 29,1 di spesa. Si registra così, nell’anno dei Mondiali, un sorpasso di Shakespeare su Cannavaro: le attività teatrali hanno infatti superato quelle sportive. Sia per presenze (13.462.370 contro 12.695.538) sia per la spesa (più di 174 milioni di euro contro più di 147 milioni). Cresce anche il cinema (14,2 per cento), mentre sono in flessione concerti e balletti (rispettivamente -5,4 e -5,8 per cento).

Giovani. I principali protagonisti della cultura made in Italy sono i giovani tra i 14 e i 29 anni: non solo fruitori, ma anche “creatori” di cultura. I ragazzi fanno incetta di mostre come di danza, di cinema, teatro o concerti. Molta meno attenzione la dedicano alla musica classica e alla lirica. Il freno principale al consumo culturale, secondo l’86,7 per cento, sta nel suo costo: una diminuzione del prezzo di biglietti sarebbe salutata con un’ulteriore crescita. Vengono chiesti inoltre, dagli under 30, maggiori sostegni alla produzione culturale giovanile: un ragazzo su tre si dedica infatti a qualche attività artistica. I servizi più necessari, secondo i diretti interessati, sono occasioni e spazi per dare visibilità alle opere giovanili, un supporto informativo, agevolazioni economico-fiscali.

Grandi città. Nella Penisola, sono soprattutto i grandi comuni a investire in cultura e a veder aumentare il consumo: Roma, Milano, Firenze, Torino, Venezia e Genova in testa. Eppure proprio nei maggiori centri la cultura potrebbe subire un arresto: a causa dei tagli alle spese, molti progetti sono a rischio e i fondi a disposizione calano a vista d’occhio. Rispetto al 1998, le grandi città hanno ridotto in media la spesa culturale del 61 per cento, mentre in Finanziaria è stato destinato al ministero dei Beni culturali lo 0,29 per cento del bilancio statale (nel 2002 era lo 0,35 per cento).

Ma a volte a mancare non sono tanto i soldi quanto la capacità di saperli utilizzare: insomma, a causa di pecche gestionali, non si sfrutta ciò che c’è a disposizione. Per questo motivo, accanto a una crescita degli investimenti privati, sta prendendo piede anche una riorganizzazione legata alla nascita di soggetti autonomi e a una politica di esternalizzazione. In aumento esponenziale (+390 per cento) le donazioni dei privati, anche grazie alla defiscalizzazione (stabilita nel 2005) a beneficio di persone fisiche e enti non commerciali impegnati in attività a sostegno della cultura.

Turismo culturale. Il Belpaese registra, nel 2006, un incremento del turismo culturale: 22 milioni di stranieri hanno visitato l’Italia, con un aumento del 7 per cento rispetto all’anno precedente. “Regina” delle città d’arte resta Roma, che si aggiudica un primato da 18 milioni di visitatori e batte la Berlino dei Mondiali. Va tuttavia segnalata l’altra faccia della medaglia, cioè l’impatto negativo del turismo di massa e la mancata tutela del paesaggio.

Infine, la classifica degli eventi culturali che nel 2006 sono stati più apprezzati e seguiti: le Olimpiadi della Cultura di Torino (10-19 marzo) che hanno registrato quasi mezzo milione di presenze, la Fiera internazionale del libro con 300mila visitatori (sempre all’ombra della Mole, 4-8 maggio), il Festival della scienza di Genova e la Festa del cinema di Roma. Sul podio delle mostre più amate, “Gauguin e Van Gogh” a Brescia, “Antonello da Messina” a Roma, “Caravaggio e l’Europa” a Milano.

IN PIENA BATTAGLIA PER UNA NUOVA LIBERTA’

Giugno 24, 2007

“La classe politica di questa regione deve darci delle risposte. Questa gentaglia deve dirci cosa hanno fatto con i soldi pubblici giunti in Calabria negli scorsi anni. Vogliamo sapere dove sono finite tutte le rimesse provenienti dall’Europa e dallo Stato centrale che sarebbero dovute servire a rilanciare la Calabria e che invece hanno finito per arricchire i conti privati di qualcuno”.

Pippo Callipo(presidente Confindustria Calabria)

come dice Ruggero Pegna alla fine del suo articolo in Calabria “siamo in piena battaglia per una nuova libertà”. La liberta di permettere a tutti i Calabresi di avere un futuro.

“La classe politica di questa regione deve darci delle risposte. Questa gentaglia deve dirci cosa hanno fatto con i soldi pubblici giunti in Calabria negli scorsi anni. Vogliamo sapere dove sono finite tutte le rimesse provenienti dall’Europa e dallo Stato centrale che sarebbero dovute servire a rilanciare la Calabria e che invece hanno finito per arricchire i conti privati di qualcuno. Da Loiero ci aspettiamo che ci dica cosa ha fatto in questi due anni di governo regionale od altrimenti che prenda coscienza del fallimento della sua opera e si metta da parte.” Questo, esattamente questo, ha detto l’altro ieri il commendatore Pippo Callipo, come riportato testualmente da vari quotidiani, con pelo e contropelo… Sarebbe stata una bella traccia da far commentare agli esami di Stato, almeno agli studenti calabresi. Pensate che qualcuno avrebbe chiuso il discorso in qualche minuto dando del pazzo a Callipo, consigliandogli una visita dallo psichiatra? Quando uno dei maggiori imprenditori, presidente della Confindustria calabrese, definisce pubblicamente “gentaglia” gli amministratori della sua regione, vuol dire che la piena è vicina e, aggiungo io, si salvi chi può. E’ rivolto ai calabresi onesti, alla tanta gente perbene, agli imprenditori eroici che si ostinano ad intraprendere in un posto come questo. Molti giovani lo hanno capito da soli, lasciando la Calabria ed impiantandosi ovunque, da certe latitudini in su. Sì, perché dalle nostre parti l’aria è diventata davvero irrespirabile. Un quadro devastante, arricchito ogni giorno da fatti che sembrano sempre più incredibili, anche a chi, comunque per lavoro, si imbatte da anni in politici e loro codazzi o nei tanti dirigenti che hanno trasformato uffici pubblici nei luoghi dei loro affari privati. Ho letto il titolo di un convegno dei giovani industriali calabresi, che fa più o meno così: “Chi sono i nemici degli imprenditori e della gente operosa in Calabria?” Impegni fuori sede mi hanno impedito, purtroppo, di parteciparvi. Avrei voluto ascoltare, capire il punto di vista di chi opera, magari dire qualcosa, attingendo dai miei ventidue anni di imprenditore in Calabria. Uscito dall’università, ho seguito mio padre iniziando l’attività di costruttore di fabbricati, poi, presto, ho virato sullo spettacolo, la cultura, il sociale. Da costruttore c’era da piangere. Anni per vedersi negata una concessione edilizia richiesta legalmente e nel rispetto di regolamenti e norme, mentre intorno cresceva la Calabria abusiva che è sotto gli occhi di tutti. Per fare un palazzo ci vuole un anno circa, non è un fungo che spunta in una notte. Eppure, uffici ed amministratori si sono spesso prodigati a paralizzare il lavoro degli onesti, piuttosto che adoperarsi per evitare lo sfascio del nostro territorio che, in luoghi a vocazione turistica, ne ha ancor di più del criminale. Paralizzare il lavoro degli onesti. Sì, questo è il concetto che qui si può applicare quasi a tutto. Pensate che da imprenditore dello spettacolo, anche molto conosciuto, sia stato diverso? Una battaglia continua. I nemici? Quasi sempre la pubblica amministrazione. Sì, è vero, c’è la ‘ndrangheta che è entrata dappertutto per riciclare il frutto delle attività criminali, purtroppo anche nella musica dal vivo. Ci sono mille altri ostacoli, che conoscete e su cui non mi dilungo, ma dalla pubblica amministrazione ti aspetti comprensione, sostegno o più semplicemente condivisione dello sforzo, come ad un ciclista sudato in salita. Dalla politica e dagli uffici ti aspetti, almeno, segnali di rispetto o, ancor più correttamente, il rispetto del rispetto, di quella operosità troppo spesso schiaffeggiata, mortificata ed umiliata. Bandi senza criteri, affidamenti clientelari per occulti affari, mazzette, ricatti, società invisibili o, al minimo, pagamenti che non arrivano malgrado impegni e delibere. Questa è la vera ‘ndrangheta. Callipo ha detto “gentaglia”. Forse, si è pure contenuto! Vadano avanti quei magistrati coraggiosi che hanno deciso di fare il loro lavoro senza lasciarsi condizionare dal potere e da qualsiasi loggia. Liberino la Calabria ed il Paese da un malaffare che mai era stato così visibile a tutti. Le risposte degli inquisiti? Le solite. Teoremi, falsità, diffamazioni, calunnie. Anche Callipo è un calunniatore? Le cose che ho visto e vedo da imprenditore ogni giorno sono invenzioni di una vivace fantasia? Dai ragazzi di Locri in poi, molto si muove. Direbbe qualcuno: eppur si muove! Sembra anacronistico, davvero d’altri tempi, ma qui, nella Magna Grecia usata spesso per far fumo e soldi, siamo in piena battaglia per una nuova libertà.

CAMICIE

Giugno 23, 2007

di

ALESSANDRO MASSONE
NICOLA BIANA
AGOSTINO GALANTI
PIERINA SILVANO

Jeans e Oxford, i due caricaturali protagonisti del cortometraggio fronteggiano se stessi e i loro opposti fino all’inaspettato finale. CAMICIE, vincitore della sezione Video del concorso Art & Fun, cerca di ironizzare sul tipico conflitto generazionale della provincia italiana.
Il cortometraggio è vincitore della sezione video del concorso “Art & Fun” conosci Tortona 2007 organizzato dalla Consulta Comunale dei giovani di Tortona (Alessandria).

Il video sarà visibile nella sezione BLOG ALLA DERIVA VIDEO per le prossime settimane e su YOUTUBE al seguente indirizzo
http://youtube.com/watch_fullscreen?video_id=rzX4uDJZ_14&l=387&t=OEgsToPDskIzZ0CIWxgZ546F1n-6XIks&soff=1&sk=IBNei4vHkzdkNBBEYfpKkwU&fs=1&title=Camicie

BLOG DI ALESSANDRO MASSONE :http://www.constantvigilance.net/

ACCOUNT SU YOUTUBE DI ALESSANDRO MASSONE http://it.youtube.com/user/Alastortehauror

SEMPRE PEGGIO!

Giugno 23, 2007

Una classe politica seria e autorevole fa del rispetto della legge e delle altre istituzioni dello Stato il suo carattere distintivo.

Oggi. con la massima evidenza possibile, sono state sparate dagli organi di informazione della regione le dichiarazioni di un politico che avrebbe avuto alle dipendenze la teste, le cui dichiarazioni hanno dato l’ imput all’inchiesta “why Not”, che ha svegliato dal lucroso torpore gli esponenti tutti della politica Calabrese.

Le dichiarazioni che io ho letto mi hanno lasciato allibito, poichè tese a distruggere l’immagine della testimone attraverso un florilegio di allusioni, accuse, considerazioni.

Ora, tutti hanno diritto di difendersi come meglio credono, ma non in questo modo e la fattiva collaborazione di organi di informazione che dovrebbero essere liberi e critici.

Io non avrei MAI pubblicato della spazzatura tesa a distruggere l’onorabilità di una persona che ha avuto il coraggio di fare certe denunce.

Con quale autorità alcuni invitano la popolazione a denunciare eventuali fatti illeciti di cui sono a conoscenza, quando sono proprio loro i primi a non accettare le elementari regole del proceso penale?