Un sito e un forum per un paese ricco di storia. Un esempio da manuale della rovina che l’ Unità d’Italia ha rappresentato per tanti centri del meridione che avevano intrapreso la strada della industrializzazione sotto i Borboni.
Piccolo borgo delle Serre Calabre, è stato fondato nel 1775 da Giovanni Battista Conty, direttore delle Reali ferriere di Stilo, sotto il governo di Carlo di Borbone, come stabilimento siderurgico. Accanto agli altiforni della Fonderia ed alle raffinerie della ferriera gli operai vivevano in dimore prima in legno
Nella zona attualmente chiamata armeria, sovrastata dal cimitero del paese, vi era una piccola fucina a maglietto, dove si riduceva
il ferro in lamine trascinata via completamente dalla furia di un’alluvione nel ‘48 e sostituita in seguito all’affluenza del Ninfo e dell’Alaro con la più; moderna Robinson, che era stata costruita senza badare a spese tanto che fu disponibile una nuova macchina proveniente dall’Inghilterra a sostituire il vecchio maglietto alla catalana. Di questa a memoria di tempi migliori è rimasto qualche rudere. Di certo il cuore dello stabilimento era la Fonderia “Mongiana”, che diede il nome al borgo che andava costruendosi intorno ai fumi degli altiforni.In realtà tutto il complesso era molto più; grande e purtroppo ben poco ci è rimasto a testimonianza dell’antico sito che si distendeva verso valle con officine dislocate lungo le sponde dell’Alaro. Sull’altro lato del torrente sorgeva un’officina con fornelli alla Wilkinson, la San Brunello, dove il ferraccio veniva trasformato in strumenti di precisione, pesi e misure. Poco più; a valle sulla stessa sponda della precedente vi era un’altra raffineria dove si effettuava il getto a staffaggio dei proiettili. La nuova fabbrica d’armi dove si assemblavano le armi e si costruivano le baionette I lavori di costruzione della nuova armeria per l’assemblaggio delle armi cominciarono nel 1918. Le due colonne a decorazione dell’ingresso principale e dell’architrave, dovevano testimoniare agli occhi del visitatore dell’efficienza dei maestri degli opifici della Mongiana. La Santa Teresa che era una raffineria dove era possibile eseguire opere di getto. Si tratta del luogo dove furono fatte le colonne della nuova fabbrica delle armi del 1818. Le colonne fuse a getto unico, con i mezzi allora disponibili sono state portate in cima al colle da poco meno di due chilometri di
scarpate impervie. Infine il nuovo maglietto ancora più a valle all’affluenza dell’Alaro con il Ninfo. Ben poco ci è dato di sapere della vecchia armeria, a testimonianza della quale rimane una piccola sorgente incanalata in una canna di vecchio cannone. Con il passaggio della Mongiana al Ministero della guerra, avvenuto nel 1808, fu inviato un presidio militare per vegliare sulla produzione dei pezzi di artiglieria che avrebbero dovuto fornire l’esercito e la marina. In quell’occasione fu costruito uno stabile che fungeva anche da carceri altre che accogliere i nuovi ospiti nei pressi della chiesetta.Nel 1856 si ravvisò l’urgenza di ingrandire lo stabile, finchè nel ‘59 il Savino su suo progetto realizzò la Casa del Comandante affacciata sulla piazza della Fabbrica d’Armi, su tre piani. Il primo era riservato ai cavalli, sul secondo le truppe ed il terzo ospitava il comandante. In età murattiana, si pensò anche agli operai con la costruzione di case in muratura. Tutte molto simili, secondo uno dei principi illuministici. Alla chiusura dello stabilimento furono acquistate dai superstiti, quelli che, non facendo parte delle maestranze delle officine che videro ridursi le prospettive di sopravvivenza fuggirono ove stavan sorgendo altri siti siderurgici, cioè verso il Nord della penisola o Francia e Germania, con un compenso di buona uscita in attrezzi, strumenti vari, risorse di magazzino e quant’altro. Chi riuscì a resistere in qualche modo al disastro economico furono i contadini, i boscaioli e i carbonificatori, che se pur decimatisi riuscirono a trovare il do di acquistare le abitazioni abbandonate e i siti di quanto le intemperie si lasciavano dietro. Molti divennero terreni fertilissimi per piccoli vigneti, legumi, mais e ortaggi vari. Le risorse faunsticche, pastorizie e di allevam
ento in genere furono di ausilio nelle ristrettezze. Mentre i magazzini della fonderia divennero case di abitazione, la fabbrica d’armi magazzini e abitazioni insieme alle caserme e i capannoni dei manovali.
Fortunato Vadalà
Registrato: 26/07/07 23:09
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Inviato: Lun Lug 30, 2007 2:16 pm Oggetto:
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Saluti
E’ normale che di questi tempi ci sia poca gente
Se mi posso permettere volevo consigliare l’apertura di una sezione cultura e storia, poiché sono in collegamento con una associazione culturale presieduta da Gennaro De Crescenzo, con diverse migliaia di iscritti in tutta Italia e un sito che in poco più di due anni ha registrato 590.000 visite, per la quale il nome MONGIANA evoca sensazioni e passioni importanti.
Pensate che quando hanno saputo che io ho vissuto a MONGIANA per anni, mi hanno fatto capire di avere avuto una grande fortuna e privilegio.
E’ proprio questa la strada da battere per il rilancio!
Intanto cominciare un certo percorso di diffusione della notizia dell’esistenza di questo forum, poi cominciare a costruire un ponte tra chi sente MONGIANA un luogo mitico e chi ci vive, poichè il turismo da pic-nic è una barzelletta.
Wousfan che si è iscritto al forum è un ingegnere elettronico di Milano, il quale conosce la storia di MONGIANA ma non vi è mai stato.
LA storia di Mongiana fino al 1860 ovviamente, quando un evento traumatico spazzò via il Regno delle Due Sicilie e travolse come uno tsunami l’intero Mezzogiorno condannandolo alla miseria.
Esempio da manuale MONGIANA, prima fiorente centro industriale, poi…..beh lo sapete …
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cavallo su una nuvola
Registrato: 28/05/07 19:33
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Inviato: Lun Lug 30, 2007 8:44 pm Oggetto:
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Concordo anche questa volta cn la tua proposta, credo che invitare ma sopratutto coinvolgere anche persone nn di mongiana sia essenziale, è cio’ che ho pensato dal primo momento in cui m sn iscritto, infatti, ho proposto temi nei quali il bel paese può essere richiamato, ma nn è l’argomento centrale (che girovagando nel forum di sicuro hai incontrato)…
due domande:
come vuoi impostarla?
interagire anche cn l’associazione cn la quale sei in collegamento?
n.b.
“LA storia di Mongiana fino al 1860 ovviamente, quando un evento traumatico spazzò via il Regno delle Due Sicilie e travolse come uno tsunami l’intero Mezzogiorno condannandolo alla miseria.”
……..condivido tale pensiero….
ma c sono molti interrogativi!!!! comunque m sembra un tema storico da cui partire…
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cordiali saluti
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Fortunato Vadalà
Registrato: 26/07/07 23:09
Messaggi: 9
Inviato: Lun Lug 30, 2007 10:31 pm Oggetto:
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Ciò che successe nel 1860 è un tema che va studiato profondamente, facendo riferimento ai dati oggettivi di tipo economico e storico.
E’ un tema che coinvolge alle radici il processo di formazione dello Stato Italiano per il quale l’ esigenza di creare una memoria condivisa da tutta la popolazione non si pone tanto per la Resistenza, quanto , piuttosto, per il Risorgimento.
Produrre dati, far conoscere evidenze storiche per raccontare la storia dalla parte dei vinti, poichè, è bene por mente al fatto che, la storia la scrivono i vincitori e tutti noi nei vari gradi della scuola abbiamo studiato quest’ultima, non certo la prima.
Scopo primario non è riproporre formule politiche, ormai vetuste e fuori dal tempo, ma raccontare ad un popolo privato della sua memoria storica, la grandezza che aveva raggiunto 150 anni fa, per restituirgli l’ orgoglio di appartenenza e a spronarlo a scrivere lui in prima persona il proprio destino.
La pagina storica e culturale, penso, possa essere impostata sulla base di questo canovaccio. Si racconterà la storia di MONGIANA, invitando chiunque a dare il suo contributo.
Si presenterà le associazioni che di MONGIANA si occupano o che a MONGIANA operano.
Si accoglieranno tutti i punti di vista, poichè dal confronto nasce la crescita umana di ogni individuo.
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manu
Registrato: 22/06/07 16:31
Messaggi: 36
Inviato: Mar Lug 31, 2007 3:27 pm Oggetto:
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Ciao Fortunato, credo che la tua proposta sia più che interessante…anzi, credo sia un ottimo modo per cercare di dare voce a tutte le possibili iniziative senza ferle rimanere il solito sogno da cui non potersi concretamente sganciare.
Ciò che credo,e di cui sono fermemente convinta, è che quello che diventa fondamentale in questo passaggio è innanzitutto il coinvolgimento della gente che il paese lo vive ancora, proprio per quell’ “orgoglio di appartenenza” di cui parli tu. Questo anche per cercare di far capire a CAVALLO SU UNA NUVOLA che coinvolgere persone che del paese non sanno nulla è sicuramente importante, ma è importante farlo attraverso veri stimoli e non solo per farle passare virtualmente attraverso qualcosa che comunque non gli appartiene, anche solo in termini di emozioni o veri coinvolgimenti.
Del resto, per quello che mi è sembrato di capire, nessuna delle persone che vivono a Mongiana hanno preso in considerazione un mezzo importante quale può essere la rete e quindi questo forum, che non è altro se non un modo per dare concretezza a ciò di cui spesso si parla senza però, forse, avere veramente voglia di un confronto vero. Dunque quando qualcuno di noi ha detto che “forse era troppo presto” per divagare su temi che non fossero Mongiana o tutto ciò che gli appartiene, si riferiva ad un metodo più che ad una imposizione… DUNQUE SIAMO TUTTI SULLO STESSO TRACCIATO…!!!
Per tornare alla pagina storica e culturale di cui sopra, ritengo sia quello a cui si DOVEVA arrivare…! Spero solo che si riesca ad ottenere una maggiore presenza da parte di coloro i quali Mongiana la vivono, perchè rinvenire la memoria, recuperare la coscienza del passato, può diventare il modo per uscire dalla attuale condizione di alienazione che rischia sempre più di cadere in una sorta di distacco dalla realtà.
Mentre per noi tutto questo può essere un modo per ripercorrere piacevolmente una memoria che sicuramente ci appartiene e che sentiamo viva dentro di noi, per altri potrebbe diventare la possibilità di farne motivo di riscatto.
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