Archivio per la categoria ‘alleanza federalista’

ROMA ADDIO- LA LEGA NORD FA I BAGAGLI

Luglio 17, 2007

ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA

di Edoardo Sassi
del 16/07/2005

Correva la fine dell’ anno 2005 e la notizia suscitò qualche (inevitabile) sorpresa. Il movimento di Bossi, si seppe, aveva deciso, di lì a poco, di metter radici nella città corruttrice per antonomasia. Un casale a due piani, ristrutturato di fresco e tinteggiato di rosa, preso in affitto dalla società Dldm. Edificio più che decoroso, ma nient’ affatto sfarzoso: «Avamposto per lo sbarco al sud», annunciava reboante e spericolato il presidente federale Angelo Alessandri. «Mettiamo il Colosseo al posto di Alberto da Giussano», propose allora un militante. Mentre Cesarino Monti, coordinatore all’ epoca della Lega Nord Centro, senatore, e anima di quell’ iniziativa, annunciava che il partito, nel maggio a venire, avrebbe corso da solo presentando un proprio candidato a sindaco da contrapporre a Veltroni. Non successe nulla di tutto questo: «Per sole cento firme non riuscimmo a presentare la lista», racconta oggi Monti. Per le politiche spuntò invece fuori il nome dell’ ex senatore del Ppi Vittorio Cecchi Gori come numero uno nella capitale nella lista autonomista di Raffaele Lombardo, alleata appunto del Carroccio. Il produttore ed ex patron della Fiorentina non fu eletto. E con gli scarsi risultati della Lega in città naufragò anche il sogno di un posto al sole all’ ombra der Cuppolone: «L’ esperienza di Grotta Perfetta si è conclusa subito dopo le amministrative – spiega Monti ex senatore della Lega, oggi assessore nel comune lombardo di Lazzate – anche a causa di un mio incidente non potevo più tanto seguire la questione.
Poi ci sono stati i problemi con quei tipi là, genere leoncavallini, le scritte e il resto… Ma io nella Lega a Roma continuo a credere». Già, perché lo sbarco dei filopadani in quel di Grotta Perfetta, XI municipio,
oltre la via Cristoforo Colombo, nel suburbio denominato «Roma 70», non era passato inosservato, e le proteste – legali, ma anche illegali – non erano mancate: manifestazioni, soprattutto a opera di centri sociali, fiaccolate, perfino un «bombone» fatto scoppiare nel giardino
(per fortuna senza conseguenze) e infine quelle scritte (una stella a cinque punte, «Lega Nord infami, No Pasaran») comparse all’ indomani dell’ inaugurazione della sede, con proiezione – 15 febbraio 2006, in tempi di «vignette sataniche», esibizioni di Calderoli e rapporti tesi tra Islam e Occidente – del contestato Submission, film che costò la vita al regista Theo Van Gogh.
Conclusa l’ esperienza di Grotta Perfetta, ora la Lega Nord a Roma punta su tutt’ altro progetto: rilancio della politica federalista tramite il movimento «cugino» Alleanza Federalista (circa 6.000 iscritti nel centrosud), che ha appena inaugurato una sede in viale Parioli. Logo: tricolore italiano e Sole delle Alpi. Segretario federale, l’ ex parlamentare leghista Giacomo Chiappori, presidente Marcello Ricci.

PATTO TRA "IO NON CI STO" E "ALLEANZA FEDERALISTA"

Giugno 30, 2007

Il mio impegno politico , inteso come appartentenza a gruppi organizzati, è stato pressochè inesistente nella mia vita. Dopo gli eventi di questi ultimi anni mi sarebbe piaciuto fare parte di realtà nelle quali lavorare e essere tenuto in considerazione nella stesura e determinazione delle strategie finali.
Attualmente sarei tesserato della Margherita, residui di una esperienza finita tragicamente il 16 Ottobre 2005, ma è questo un partito dalla inesistente vita associativa, nel quale tutto è deciso da pochi nelle loro stanze e poi la massa è chiamata a ratificare in assisi che sono solo recite il cui soggetto è stato scritto in altre locations e da altre menti.
Recentemente per il giornale “Calabria Ora” ho seguito la conferenza stampa con la quale il movimento “Io non ci sto” ha aderito ad “Alleanza Federalista”.
In quella occasione ho conosciuto Giacomo Chiappori segretario federale di “Alleanza Federalista”, il quale mi ha colpito positivamente per l’ atteggiamento, la semplicità e gli argomenti. Abituato ai politici calabresi “distinti” e “distanti” dalla plebe con il loro atteggiamento da depositari della “Veriità”, vedere un uomo politico alla mano , diretto, sorridente, a cui puoi parlare a lungo, anche se è la prima volta che lo incontri( mentre in Calabria devi prima passare per i lacchè oppure elemosinare granelli di tempo con preghiere e tantissima anticamera) mi ha colpito e fatto venire la voglia di approfondire.
ARTICOLO APPARSO SU “CALABRIA ORA”
del 16/06/2007

Il movimento di opinione “Io non ci sto”, che alla sua prima apparizione nelle elezioni comunali di Reggio Calabria ha registrato un lusinghiero 2.99% dei consensi, eleggendo un suo esponente nel consiglio comunale, ha stretto una alleanza politico programmatica con il movimento “Alleanza Federalista” di Giacomo Chiappori. L’ annuncio in una conferenza stampa nella sede cittadina di “Io non ci sto”.
“Il successo di “Io non ci sto”- ha affermato Giuseppe Schirinzi segretario regionale per la Calabria di “Alleanza Federalista”, già portavoce nazionale di “Io non ci sto”, -“ ha dimostrato l’ esistenza di migliaia di persone libere a Reggio Calabria , le quali hanno votato un progetto,che vuole la politica al servizio della gente, e non mezzo per acquisire potere. I due movimenti sono accomunati dal rifiuto della politica attuale attenta solo ai privilegi e alle prebende e propugnano una azione che miri a fare gli interessi del popolo attraverso l’ attuazione del federalismo, inteso quale organizzazione dello Stato volta a favorire le potenzialità di ciascuna popolazione nel proprio territorio”
“Lo Stato nella sua organizzazione attuale non ha futuro”- ha affermato il segretario federale di “Alleanza federalista” Giacomo Chiappori “-, ed è necessaria un suo ripensamento partendo da cinque principi fondamentali:valori, tradizioni, cultura, ideali, e ambiente. Occorre una struttura federale che sintetizzi le peculiarità di ciascun territorio esaltandone le singole potenzialità . In particolare è scandaloso che Reggio Calabria non sia un rinomato centro turistico nonostante abbia tutti gli ingredienti per esserlo. Un federalismo che lasci nel territorio gran parte del gettito fiscale e consenta alle popolazioni di avere un diretto controllo dell’attività di governo è la via per liberare le energie schacciate dalla mastodontica organizzazione dello stato attuale, la quale distribuisce le risorse attraverso meccanismi inefficienti, che favoriscono i fenomeni di corruzione.
FORTUNATO VADALA’
DAREMO AL CENTRO SUD UNA ALTERNATIVA FEDERALISTA
Daremo al Centro sud un’alternativa federalista
Intervista di Gino Rosso de “il Meridiano” al Segretario Federale Giacomo Chiappori
Roma
Alleanza Federalista è nata perché «riteniamo ci siano tante persone libere nel centro e nel sud del Paese che vogliono dire la loro e non continuare ad abbassare la testa di fronte all’arroganza di una classe dirigente veramente sospetta». Sono giovani e non, uomini e donne produttive, tutti sopravvissuti ad un condizionamento forzato, «opera di cinquanta anni di politica centralista dello Stato. Alleanza federalista è un movimento si propone di dare dignità a questa gente, operando con loro, tra loro e per loro». Questo è il pensiero di Giacomo Chiappori, già parlamentare della Lega Nord e segretario federale del nuovo movimento federalista.

Quali sono gli obiettivi di Alleanza federalista?

«Se mi passa il termine, posso dire che nasce per un’esigenza di mercato che va incontro alle tante persone che, pur avendoli in precedenza votati, manifestano avversione per il centrosinistra e delusione per il centrodestra. In pratica, Alleanza federalista intende occupare un posto “vacante” nel centro sud del Paese resosi purtroppo conto che chiunque sia a governare non porta nulla di buono sul fronte delle riforme. Il mio movimento vuole offrire un’alternativa federalista, sul modello tedesco ma con alcune modifiche strutturali, perché riteniamo possa essere l’unico viatico in grado di risolvere i problemi dell’Italia».
Il vostro movimento può dirsi un’estensione meridionale della Lega Nord?
«Prima di tutto, vorrei dire che il mio movimento si fonda su cinque punti: identità, cultura, tradizione, ambiente e terra, quest’ultima intesa nel concetto di essere “proprietari” a casa nostra, seguendo la linea sostenuta da Sturzo, Cattaneo e Salvemini, chiaramente non razzista ma di appartenenza territoriale. La Lega Nord è altrettanto sostenitrice di questi cinque punti e noi, pur non essendo un’estensione del Carroccio – cosa che ci farebbe apparire come uno strumento della stessa Lega per prendere voti al sud – allo stesso tempo ci proponiamo come una vera e propria Lega del centro sud, che ha l’intenzione restituire la capacità di dialettica ed azione politica a questa parte del Paese. La Lega nord rappresenta il Nord, perché ha un modo esclusivo e particolare di rapportarsi con quella parte d’Italia. Il sud richiede altri meccanismi, altro modo di fare politica e, per questo, credo che essere vicini alla Lega ma, al tempo stesso, essere un movimento del tutto autonomo, sia di grande aiuto per interpretare le esigenze delle regioni del Sud».
Attualmente, in quali regioni è presente Alleanza federalista?
«Siamo presenti in tutte le dieci regioni del Sud, includendo anche la Toscana, dove abbiamo un gruppo in consiglio regionale composto da due rappresentanti. Siamo particolarmente forti nel Lazio, dove contiamo oltre 1.500 iscritti, in Campania ed in Sardegna. Non siamo particolarmente presenti in Abruzzo e Lucania ma stiamo lavorando perché anche in queste regioni ci sia una buona rappresentanza. Tuttavia, complessivamente sono dati incoraggianti, perché Alleanza federalista, benché nata nel 2003, ha avuto un lungo periodo di stasi e soltanto da otto mesi ha ricominciato costantemente l’attività. Ed il successo che stiamo riscuotendo credo sia dovuto anche al fatto che noi parliamo alla gente con semplicità, argomentando le nostre proposte ed il nostro programma non pensando che ci debbano capire solo gli intellettuali ed i filosofi, che ci capiscono ma che spesso fanno finta di non capirci. Noi principalmente ci rivolgiamo alla gente comune, pensionati, lavoratori, casalinghe e giovani che, quando vogliono farci un complimento, per altro ben accetto, ci dicono che “parliamo come mangiamo”».
Intendete presentare una vostra lista per le elezioni amministrative di Roma o alle Europee del 2009?
«Noi abbiamo diversi obiettivi elettorali. Oltre i due citati da lei, vogliamo essere presenti anche alle elezioni per il rinnovo della provincia di Roma. Questi però sono già dei traguardi. Prima, il nostro compito è quello di formare una classe dirigente adeguata alle aspettative di quanti vorranno condividere il nostro percorso politico. A novembre, Roma ospiterà il nostro congresso costituente, dopo di che, saranno celebrati congressi regionali per eleggere i dirigenti locali. Successivamente, lavoreremo per scegliere i candidati per le amministrative da proporre agli altri partiti, perché è buona regola, quando ci si siede ad un tavolo di concertazione, proporre persone capaci e degne del ruolo preposto».
Gino Rosso